Parrucchieri in Italia

I parrucchieri in Italia

Il boom dei parrucchieri in Italia, il taglio capelli made in Italy.

Il mercato dell’acconciatura in Italia fattura un business da 7,3 miliardi anno.

Non solo, da una statistica fatta risulta essere un bel mestiere “affascinante e appagante” per 3 italiani su 4.

Questo settore offre le maggiori opportunità di realizzazione per i giovani, ma quello dei parrucchieri è anche un mercato che nel 2016 ha realizzato 7,3 miliardi di euro di fatturato, pari a mezzo punto di Pil.

Occupa più di 190 mila unità in 90 mila saloni distribuiti su tutto il territorio nazionale, pari a circa il 2,2 % delle piccole e medie imprese italiane.

Sviluppo

Lo sviluppo di questo meraviglioso settore è dovuto all’elevato numero di singoli imprenditori, piccoli e medi.

Il settore è maggiormente concentrato nelle regioni meridionali, si contano oggi ben 92 mila saloni (79% unisex/donna, 20% uomo).

La densità dei saloni per abitante risulta molto elevata, pari ad 1 salone ogni 650 abitanti. Il 72% di essi è di dimensioni medio-piccole (1-2 addetti) e solo il 5% impiega più di 5 dipendenti.

I dati sono stati raccolti da L’Oréal Italia che fotografano un mercato vitale, ma la professione del parrucchiere e, il suo peso economico è conosciuto solo dal 50% degli italiani.

Il mestiere del parrucchiere piace molto agli italiani perché è creativo, affascinante e allo stesso tempo permette di mettersi in proprio con poco investimento iniziale.

Un settore in continua evoluzione per gli addetti ai lavori.

Dall’indagine riporta infatti che l’86% dei parrucchieri adulti è “molto soddisfatto della propria professione e la percentuale sale a oltre il 90% nei giovani”.

L’aspetto creativo e quello sociale della professione sono fra primi posti tra le preferenze dei giovani mentre per gli adulti, oltre alla componente creativa, è presente anche quella legata alla sicurezza economica e familiare.

Tra gli aspetti negativi del mestiere, al primo, posto sia per i giovani sia per gli adulti, emerge lo scarso prestigio legato alla professione, mentre le prospettive di guadagno sono solo al quarto posto, in quanto la  pressione fiscale e studi di settore scoraggiano spesso il neo imprenditore.

Numeri reali

Vediamo un po’ di dati reali del 2016.

La richiesta interna di cosmetica ha avuto un buon incremento sui fatturati dell’industria nazionale.

Il mercato interno, infatti, ha registrato nel 2016 una crescita dello 0,5% con un valore di 9.900 milioni di euro documentati dal presidente di Cosmetica Italia, Fabio Rossello.

L’export (+12%) sostiene il fatturato globale del settore cosmetico (10,5 miliardi) che intravede analoghe crescite anche per l’anno 2017/2018.

Con tutta onestà possiamo dire che il trend al consumo per i cosmetici è in costante crescita. 

In continua crescita le vendite dirette, a domicilio, per corrispondenza ed e-commerce, che, soprattutto grazie a quest’ultimo, segnano tendenze superiori ad altri canali del (+7,8%). 

Un dato non indifferente però arriva dalla grande distribuzione che continua a costituire il 40% della distribuzione di cosmetici sul territorio nazionale.

Ciò che deve contraddistinguere il professionista dalla grande distribuzione è la scelta di un prodotto o linea di prodotti professionali, che diano un valore aggiunto al tuo salone e la giusta competenza nel proporlo.

I dottori dei capelli siamo noi parrucchieri e non le farmacie o la grande distribuzione. 

Quindi per concludere, il mio consiglio va al professionista che dovrà avere l’onere di preparare e formare i propri addetti ai lavori, nella vendita diretta in salone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.